Persone, strumenti, luoghi. La mostra “Guarda che scienza!” affida il racconto visivo dell’avventura scientifica della Fondazione Bruno Kessler a questi tre elementi essenziali, raccolti e selezionati dall’obiettivo di Matteo De Stefano.

Le persone, in primis, perché la ricerca scientifica la fanno prima di tutto le donne e gli uomini: ricercatrici e ricercatori che sono riusciti a trasformare una passione nel lavoro dei loro sogni.

Tuttavia, non si può fare ricerca senza gli strumenti adatti, che possono essere sia tecnici e informatici (come robot, sensori, chip, software), sia più tradizionali (come un semplice testo).

Infine, i luoghi. La ricerca si può fare, e si fa, ovunque: in un laboratorio, in una camera pulita, in uno studio, persino in una villa d’epoca o in strada. O anche a casa, come ci ha mostrato il recente periodo di lockdown.

Ciò che emerge da questo affascinante viaggio fotografico è una realtà variegata, multidiscplinare, colorata, che va oltre la ricerca e tocca anche altri elementi entrati ormai nel DNA della Fondazione, come il mondo della scuola, la comunicazione della scienza, gli eventi con il pubblico e molto altro. Restituendo, attraverso il linguaggio unico della fotografia, un quadro non convenzionale del mondo della scienza: il cui centro di gravità resta, senza alcun dubbio, la sua dimensione umana.

Dall’1 al 25 settembre 2020 lo spazio FoyEr, in via Galilei 26 a Trento, ospita la mostra “Guarda che scienza!”, dedicata al racconto della ricerca FBK attraverso il linguaggio fotografico.

La mostra è visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19. L’ingresso è libero.

Qui le immagini dell’apertura inaugurale di martedì 1 settembre.

Fotografie di Matteo De Stefano.

A cura di Matteo De Stefano e Matteo Serra.